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Quando le cose vanno dette, vanno dette.
Avevamo preparato tutto.
Tutto per voi.
Non mancava niente.
L’università di Rimini vi ha messo a disposizione la sala.
Noi di MEMMT Rimini vi abbiamo portato l’economista, strappandolo ad altri nella predisposizione del calendario nazionale delle conferenze di Warren Mosler per il mese di Maggio.
Credetemi, Mosler è stato conteso in tutta Italia e noi ve lo abbiamo portato qua, per voi, sotto casa vostra.
Uno degli economisti attualmente più importanti nel panorama internazionale, che, tanto per dire, il 22 Maggio parlerà alla Sorbona a Parigi (il rettore è entusiasta di ciò), ve lo avevamo portato a Rimini, per voi, sotto casa vostra.
PER VOI.
La pubblicità l’abbiamo fatta, noi e l’associazione Slash vi abbiamo lanciato tutti i messaggi del caso, ripetutamente, dai canali istituzionali universitari ai social che tanto piacciono ai giovani, locandine affisse in facoltà…
Ai giovani, A VOI.
Lunedì 18 maggio a Rimini c’era tutto quello che serviva perché VOI poteste conoscere l’economia che può salvarvi, una volta fuori dagli studi universitari, direttamente dal suo padre fondatore. Cose che non vi fanno studiare nemmeno all’università. Letteralmente su un piatto d’argento.
Non mancava niente, tranne una cosa, una soltanto.
MANCAVATE VOI, GLI STUDENTI.
Dove eravate?

Certo avete avuto da fare qualcosa per voi più importante, qualcuno avrà avuto seri problemi e/o impedimenti, o studio a ridosso degli esami, ma quanti di voi? E gli altri? Avrete fatto qualcosa d’interessante, vi sarete svagati, divertiti, parlando di ragazze e di ragazzi, fumando l’ennesima sigaretta o l’ennesima canna, bevendovi l’ennesima birra in compagnia. Qualche partita in tv o un giro tra amici. Magari al mare, con la giornata che c’era, a ridere e scherzare e a chattare o navigare su facebook.
Insomma vi sarete goduti la vita il pomeriggio di lunedì 18.
Quello stesso giorno, un economista di questo calibro (http://www.itforum.it/rimini2015/relatori/mosler?expand=1) si era fatto QUATTROCENTO KM in macchina – e altri quattrocento se li sarebbe fatti nella stessa giornata per tornare a Trento, totale ottocento km – (e prima ancora migliaia di km dalle Virgin Islands, casa sua) per parlare agli studenti dell’Università di Rimini, GRATUITAMENTE, per parlare CON VOI e spiegarvi la MMT, l’attuale situazione dell’Eurozona (dove voi vivete) e le possibili soluzioni per uscire dalla crisi che sta colpendo centinaia di milioni di esseri umani (tra cui compresi, magari, anche vostri parenti, amici e conoscenti). Un signore di quasi settant’anni che con la moglie è venuto fin sotto casa vostra PER VOI, certamente non per suo bisogno economico (ieri mostrava a me e a mia moglie le foto di casa sua nelle Isole Vergini, dell’altra casa sua in cima alla collina a strapiombo su una baia paradisiaca, del suo yacht e di un’altra barca che sta progettando), e voi? Voi non avete avuto neanche la decenza di schiodare il deretano e arrivare nella vostra facoltà. Certo, potreste dire di non averlo richiesto. E poi avevate sicuramente altro di più bello da fare. Diciamoci la verità, in fondo, per parecchi di voi la crisi è un qualcosa di lontano e di altro. E non vi rendete conto (altrimenti ieri sareste stati in aula) che questa crisi e chi l’ha provocata non soltanto vi sta fottendo il futuro ma vi ha già bruciato il presente. Pensate che per voi e solo per voi il mondo prepari grandi sorti e successi? Provate a chiedere a quelli che hanno tre quattro anni più di voi, ormai fuori dall’università a mandare curriculum e a fare colloqui per lavori umilianti e sottopagati che niente hanno a che fare con il corso di studi e il livello di preparazione acquisito e preparatevi a fare parte di quella schiera. O pensate che per voi sarà diverso perché… Perché? E provate a chiedere a chi a trent’anni è ancora al palo, a chi fa anche due o tre lavori al giorno per tirare a stento la sopravvivenza… vivendo a casa dei genitori. Progetti per il futuro, casa, famiglia? Scherziamo? E provate a chiedere a chi ha cinquanta o sessant’anni, magari anche una famiglia sulle spalle, e sta vivendo l’angoscia quotidiana di non trovare il lavoro, centellinando i pochi soldi messi da parte negli anni “buoni”. Miei cari studenti, vivete come Lucignolo nel Paese dei Balocchi e pensate di essere liberi, ma non vi rendete conto che anche a voi, A VOI CHE SIETE IL NOSTRO FUTURO, la nostra speranza, HANNO GIA’ TOLTO LA LIBERTA’. Fatevi un favore, ascoltate quanto ha da dire al riguardo Piero Calamandrei, uno che di libertà se ne intende e che sa quanto valga https://www.youtube.com/watch?v=2j9i_0yvt4w. Non voglio farvi sforzare troppo, andate direttamente al minuto 8,10” fino al minuto 12,05”. L’ho detto e lo ripeto, voi siete il nostro futuro, e per voi e quindi per noi avevamo allestito un’occasione più unica che rara. Avrei voluto vedervi in aula, in quell’aula universitaria tanto simile a quelle altre aule universitarie in giro per l’Italia che si sono riempite in questi giorni quando Warren Mosler è andato a parlare agli studenti del loro presente e del loro futuro. Perché nelle altre università sì e a Rimini no? Cos’hanno in meno gli studenti riminesi rispetto agli altri universitari italiani? Ieri in aula erano presenti i pochi vostri colleghi che hanno capito l’importanza dell’evento. Erano presenti ragazzi, non universitari, e adulti, che sono venuti apposta anche da Bologna e dalle Marche. Hanno avuto l’occasione di avere un Warren Mosler a pochi metri, un professionista eccezionale in grado di parlare a quaranta come a quattrocento persone con lo stesso entusiasmo e con la stessa energia. Non una flessione, non una rimostranza, non un commento critico da parte sua. Un professionista di livello assoluto abituato a fare la sua parte, disponibile a rispondere a ogni tipo di domanda, lì per i presenti, alcuni dei quali avrebbero potuto benissimo essere vostri genitori, preoccupati per figli che avreste potuto benissimo essere voi. E Mosler c’era anche per gli assenti, anche per quelli che hanno preferito non farsi quelli che erano i fatti propri, per farsi quelli che hanno ritenuto i fatti propri. Che vergogna. Ieri ho assistito alla scrittura di una brutta pagina nella storia di Rimini, una pagina che ancora avete un’ultima occasione di cancellare: Warren Mosler tornerà a Rimini giovedì 21 prossimo, sarà all’IT Forum http://www.itforum.it/rimini2015/programma…. Fatevi un favore, studenti universitari di Rimini. Dimostrate di possedere e coltivare il senso di rispetto e di gratitudine per il prossimo e il senso di dignità per voi stessi. Siate presenti all’IT Forum, Mosler ci sarà, ascoltatelo e infine ponetegli tutte le domande che volete, sarà lì a vostra disposizione. E magari nel porgli le domande, premettete con orgoglio di essere degli studenti universitari di Rimini.
Un grazie di cuore a Romolo, Monica, Luigi, Fabio, Tiziano, Alessio e a quanti sono stati con noi ieri pomeriggio.

STAND UP FOR PEOPLE: “Con la MMT un Paese migliore è possibile”, “Con la MMT un Paese senza disoccupazione è possibile”

 

 

NOI non ci fermerò di fronte a questa batosta, gli amici delle Marche hanno già in programma altri eventi imminenti:

Ad Ascoli, il 12 Giugno, alle 21:00 di sera, presso la Sala dei Savi di Palazzo dei Capitani in Piazza del Popolo, si parlerà con il relatore Pier Paolo Flammini, di “Euro: Opportunità o Condanna?” l’Incontro è aperto e patrocinato dal Comune di Ascoli Piceno. IMPOSSIBILE MANCARE! Chiediamo a tutti gli amici e attivisti di condividere l’evento o lasciare un volantino in luoghi pubblici per diffondere conoscenza e la resistenza di libere coscienze attive.

Vi ricordiamo inoltre che il 30 Maggio a Pesaro nella biblioteca Bobbato sempre alle 17:30, si terrà l’ultimo incontro del ciclo di Conferenze “L’economia di Oggi con un importantissimo approfondimento sui Trattati e l’Architettura europea con Giulio Betti del Comitato Operativo Me-MMT Italia.

One thought on “Universitari Riminesi salvate il vostro e nostro futuro. Grazie.

  1. Perchè batosta? Avete fatto un ottimo lavoro. Il risultato evidenzia invece che il problema è un altro. Non è una crisi economica, è una crisi della democrazia. La gente non partecipa. La gente non si interessa del proprio oggi e del proprio domani. Vuole solo che qualcuno si accolli la responsabilità di tutto questo, che risolva senza chiedergli niente, che non disturbi la loro vita con scomode verità.
    In una democrazia la responsabilità è condivisa.
    Diciamoci la verità. Questi non sono più cittadini di una Repubblica. La democrazia implica DOVERI imprescindibili di conoscenza e partecipazione attiva.
    La Repubblica è morta perchè non ci sono più cittadini. Leggono le istruzioni dello smartphone ma non chiedere loro di leggersi le istruzioni della Costituzione. Non perchè non le sappiano leggere! Non stiamo parlando dei braccianti di Cerignola dell’inizio del novecento…la Repubblica li ha fatti studiare GRATIS, in scuole a pochi km da casa…hanno preso i diritti e si sono scordati i DOVERI!

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