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“La costruzione europea è una rivoluzione, anche se i rivoluzionari non sono dei cospiratori
pallidi e magri, ma degli impiegati, dei funzionari, dei banchieri e dei professori. […]
L’EUROPA NON NASCE DA UN MOVIMENTO DEMOCRATICO. […] Tra il polo del
consenso popolare e quello della leadership di alcuni governanti, l’Europa è nata seguendo
un metodo che potremmo definire con il termine di DISPOTISMO ILLUMINATO


Tommaso Padoa Scioppa, 1999, estratto,
Commentaire n°87

“Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere cosa
succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché LA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE
NON CAPISCE NIENTE DI COSA E’ STATO DECISO, andiamo avanti passo dopo passo
fino al PUNTO DI NON RITORNO


Jean Claude Juncker, 21.12.1999, Der Spiegel

“Sono sicuro che l’Euro ci costringerà a introdurre un nuovo insieme di strumenti di politica
economica. Proporli adesso è politicamente impossibile. MA UN BEL GIORNO CI SARÀ
UNA CRISI e si creeranno i nuovi strumenti”


Romano Prodi, 4.12.2001, Financial Times

“Essi [i leader Europei] hanno deciso che il documento avrebbe dovuto essere illeggibile.
Essendo illeggibile allora non sarebbe stato costituzionale […] Se fosse stato
comprensibile, ci sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum, perché avrebbe
significato che c’era qualcosa di nuovo [il riferimento qui è alla Costituzione Europea
bocciata nel 2005, nda]. I primi ministri non produrranno niente direttamente perché si
sentono più al sicuro con la cosa illeggibile. Essi possono presentarla meglio, in modo da
EVITARE PERICOLOSI REFERENDUM


Giuliano Amato, 12.07.2007, EuObserver

“[Il trattato di Lisbona] E’ illeggibile per un normale cittadino.[…]Si è ben lontani dalla semplificazione. Basta
leggere l’indice dei 3 trattati per verificarlo ! Qual’è l’interesse di questa sottile operazione ?
Prima di tutto per SOTTRARSI AL VINCOLO DEL RICORSO AI REFERENDUM, grazie alla
dispersione degli articoli e alla rinuncia al vocabolario costituzionale.[…]Essi (i tecnocrati)
impongono così il ritorno al loro linguaggio e alle procedure che prediligono, e fanno un
passo che li allontana dai cittadini”


Valery Giscard d’Estaing, 26.10.2007, tratto dal suo blog
traduzione Centro di Documentazione Europe dell’ Università degli studi di Verona

“Abbiamo minuziosamente “dimenticato” di includere l’articolo per uscire da Maastricht.. In
primo luogo, tutti coloro, e io ho il privilegio di averne fatto parte, che hanno partecipato alla
stesura delle prime bozze del Trattato di Maastricht, hanno…o meglio ci siamo incoraggiati
a fare in modo che uscirne … sia impossibile. Abbiamo attentamente “dimenticato” di
scrivere l’articolo che permetta di uscirne. NON È STATO MOLTO DEMOCRATICO,
naturalmente, ma è stata un’ottima garanzia per rendere le cose più difficili, per costringerci
ad andare avanti”


Jacques Attali, 24.01.2011, UPR (Francia)

“Moneta unica dell’eurozona, ma ciascuno deve essere in grado di provvedere a se stesso.
ERA DAVVERO DIFFICILE CHE FUNZIONASSE E NE ABBIAMO VISTO TUTTI I PROBLEMI


Giuliano Amato, 20.08.2012,
Lezioni dalla crisi 1/12 – Giuliano Amato spiega l’economia e il futuro…

“Abbiamo stabilito la cifra del 3 per cento in meno di un’ora. È nata su un tavolo, senza alcuna riflessione teorica. Mitterrand aveva bisogno di una regola facile da opporre ai ministri che si presentavano nel suo ufficio a chiedere denaro […]. Avevamo bisogno di qualcosa di semplice. TRE PER CENTO? E’ UN BUON NUMERO, UN NUMERO STORICO CHE FA PENSARE ALLA TRINITA’


Guy Abeille 28.9.2012, Le Parisien

“Sapevo che non avrei mai potuto vincere un referendum in Germania. Avremmo perso il
referendum sull’introduzione dell’euro. Questo è abbastanza chiaro. Avrei perso sette a tre.
[…] NEL CASO DELL’EURO, SONO STATO COME UN DITTATORE


Helmuth Kohl 9.04.2013, Telgraph, traduzione

“L’encefalogramma è piatto, non è successo niente, mentre tutto il mondo si muove velocissimamente.Di fronte a una sorta di dottrina astratta tedesca e di alcuni altri paesi, SI E’ CONTINUATO AD AFFRONTARE LA CRISI RACCONTANDO BALLE, dicendo che era un problema di riforme interne”


Romano Prodi 17.11.2014, Ansa

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