Per trovare un dato peggiore bisogna tornare indietro di oltre un anno, all’agosto del 2013. Con una riduzione tendenziale del 3% ad ottobre, quarta frenata mensile consecutiva, la produzione industriale italiana accelera la propria caduta, portando in rosso di quasi un punto il bilancio dei primi dieci mesi dell’anno. E sei nei mesi scorsi le performance deludenti erano state in buona misura influenzate dal crollo del comparto energetico, ad ottobre la frenata è più ampia, con un calo di quasi quattro punti per i beni di consumo e del 4,2% per i prodotti intermedi.

Tra i settori di attività i segni positivi sono una sparuta minoranza, limitati ai mezzi di trasporto e all’elettronica mentre tessile e abbigliamento resistono a fatica sui valori dell’anno precedente. Apparati elettrici e farmaceutica segnano una pesante battuta d’arresto ma a cedere terreno sono anche settori vasti del made in Italy manifatturiero come macchinari e prodotti in metallo. Frenata corale che non risparmia neppure il comparto alimentare, giù di quasi due punti.

Le uniche note positive arrivano dai dati mensili destagionalizzati, cioè dal confronto tra settembre e ottobre, dove si registra una crescita significativa di beni di consumo durevole e beni strumentali.

Dall’inizio dell’anno il bilancio peggiore è confermato per l’energia, giù di quasi 5 punti, ma va rimarcato che in dieci mesi di attività l’unico comparto a poter vantare un segno più è quello dei prodotti intermedi, con un magro progresso di due decimali.

Il Centro studi di Confindustria stima un incremento della produzione industriale dello 0,1% a novembre su ottobre. Nel quarto trimestre, si avrebbe una variazione congiunturale acquisita di -0,6% (-0,5% ereditato dal terzo). Se confermata, questa dinamica è coerente con un marginale arretramento del Pil anche nei mesi autunnali, in linea con quanto rilevato nel terzo trimestre (-0,1%).

scritto da Luca Orlando

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